Mese: ottobre 2014

W. Grey Walter

(Il papà di Elmer, Elsie e Cora) Grey Walter fu un famoso fisiologo vissuto a cavallo della Seconda Guerra (1910-1977). Fu uno dei progettisti del RADAR, studiò e localizzò le onde Alfa e studiò l’epilessia indotta per mezzo di lampi di luce. Contemporaneo di scienziati famosi come W. R. Ashby, D. O. Hebb e N. […]

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QBEBOT

QBEBOT è il nome finale di un progetto nato per la realizzazione di uno chassis per robot amatoriali che sia il più semplice possibile da costruire e allo stesso tempo anche il più versatile e il più capiente. Nasce nell’Aprile del 2010 con il nome di Easybot proprio per dare l’idea dello scopo finale e […]

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WIROBO – il robot beam programmabile

Introduzione WIROBO è l’acronimo di Wired Robot. Nella sua “dinastia robotica” è il figlio di Dobby e nipote di Hulk. E’ apparso in pubblico a Ottobre 2014 alla Maker Faire di Roma nel gruppo di stand di Officine Robotiche. Officine Robotiche è un gruppo di appassionati di robotica amatoriale a ivello nazionale. Maggiori dettagli li […]

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CO.R.A. Conditional Reflex Analogue

CORA, la macchina che simula l’apprendimento

CORA è il frutto degli esperimenti di W. Grey Walter determinati a capire come funziona il meccanismo cerebrale di apprendimento per gli animali. Tali teorie sono molto ben spiegate nei cap. 6 e 7 del suo libro “Il cervello vivente” pubblicato in Italia nel 1957 e ancora reperibile in alcuni esemplari in alcune librerie online, anche in lingua originale (Inglese). Del cap. 7 ve ne proporrò solo una parte così da aver ben spiegato dallo stesso autore il meccanismo di funzionamento. (link)

Poiché lo schema originale è a valvole (2 pentodi e 1 eptodo nel modello dimostrativo) ed il mio a porte logiche, i “sette passi” non saranno proprio gli stessi sette e potrebbero essere distribuiti in maniera diversa. In ogni caso, dove la funzionalità è ben definita, verranno evidenziati sullo schema elettrico con dei numerini tra parentesi (ne: Il collaudo di CORA).

Premetto che i valori dei componenti R e C nel circuito, sono stati scelti per un circuito dimostrativo. Nel caso debba essere messo su un robot mobile, alcuni tempi dovranno essere dilatati di molto per permettere un uso proficuo del circuito. Immaginate per esempio che il robot invece di “tenere a memoria” quanto appreso per qualche giorno lo dimenticasse dopo qualche minuto o per troppo tempo (in questo caso specifico faccio riferimento alla “memoria 2” composta dal condensatore da 1uF e dalla resistenza da 150 ohm. Nel primo caso non saprebbe mai dove cercare il cibo dato che lo avrebbe già dimenticato. Nel secondo non potrebbe aggiornare quanto appreso nel caso in cui lo stimolo secondario cambiasse (ad esempio da luce a suono).

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